Ecco un tipico 𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗶𝘁𝗼𝗹𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲. ««Il virus ci raggiungerà tutti. Dobbiamo proteggerci, lo facciano anche i guariti».
Per molto tempo si è sostenuto che l’immunità indotta dal solo vaccino fosse superiore a quella ottenuta dopo il contagio; un’idea ampiamente smentita da diversi studi (il più famoso su Nature, ma alla stessa conclusione è arrivata anche una ricerca del Ministero della Salute israeliano), e tuttavia ancora presente nella mente di molti.

Qui l’immunologa suggerisce anche ai guariti di vaccinarsi, cosa già fatta da quasi tutti (me compresa), e specifica anche che Omicron sembra “bucare” di più anche l’immunità naturale. Certo, ma è pur sempre vero che con Delta i vaccinati avevano una protezione del 98,6% contro la reinfezione, mentre con Omicron questo dato “scende” al 96,7%. 𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗻𝘁𝗲, soprattutto se paragonata a quella offerta dai vaccini: sono stati diffusi molti dati, ma sembra che si possa affermare che a distanza di sei mesi siamo attorno al 50%, come affermato dall’ISS e come si vede ampiamente dai dati dei positivi di queste settimana.
𝗘𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲, 𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 “𝗿𝗼𝘃𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮” 𝗶 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗶𝗻𝗳𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, informando i lettori che ben il 3,3% dei guariti si ammala di nuovo con Omicron. Certo, ma il 96,7% no. C’è una bella differenza, e non solo di prospettiva.
