Avevo fatto tanti buoni propositi per le Feste, ma davanti a certe palesi panzane non ce la faccio. Soprattutto perché passano come niente fosse, tra un calice di Spumante e un piatto di lenticchie.

Tra le tante “inesattezze” che leggo sul Covid in Cina in questi giorni, ne spicca una: i cinesi si sono ammalati in tanti e così di botto perché sono poco vaccinati. Oggi, 31 dicembre, Ilaria Capua sul Corriere della Sera scrive: «Il virus in Cina circola in maniera molto vivace perché la campagna vaccinale è stata insufficiente». E il 28 dicembre il collega Roberto Burioni su Repubblica l’aveva preceduta: «Pechino ha vaccinato poco e male».
Ah sì? Ma dove li hanno presi questi dati Capua e Burioni, che pure dovrebbero saperne più di tutti noi messi insieme?
L’ottima Johns Hopkins University, Bibbia dei dati sul Covid a livello globale, la pensa diversamente: la Cina è al 14esimo posto mondiale per copertura vaccinale (l’Italia, per dire, è 37esima) con il 92% della popolazione che ha ricevuto almeno una dose. In Italia siamo all’84%. Secondo un’altra fonte accreditata, Our World in Data, legata all’Università di Oxford, la copertura vaccinale COMPLETA in Cina raggiunge l’89% della popolazione.
Dopo tre anni di disinformazione un tanto al chilo, speriamo che nel 2023 qualcuno si prenda la briga di fare due clic in più col mouse e verificare, prima di cliccare una volta sola e spammare le proprie fandonie sul web. #factchecking
